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La terapia della sindrome dell’intestino irritabile

La terapia della sindrome dell’intestino irritabile

Crampi, dolore addominale, nausea, costipazione e diarrea: così si presenta, per la maggior parte dei casi, la sindrome del colon irritabile, impropriamente chiamata “colite”, responsabile, inoltre, di disagio e stress. Benché non provochi danni permanenti all’intestino, per alcuni può essere una sindrome invalidante, perché complica le normali mansioni quotidiane relative al lavoro, alla vita sociale e alla possibilità di viaggiare. Si accompagna anche a sintomi non intestinali, come palpitazioni, stanchezza, cefalea e difficoltà di concentrazione. Si stima che le donne ne siano soggette in misura doppia rispetto agli uomini.

Una sindrome, tante terapie

Fino al 70% delle persone affette da sindrome del colon irritabile non riceve alcuna cura per i suoi sintomi, anzi, in molti, se con sintomi lievi, ricorrono all’automedicazione. Infatti, non esiste una terapia specifica per tutti i casi, ma spetterà al medico creare una cura personalizzata per il paziente. Alle volte, basterà modificare le abitudini dietetiche e abitudinarie, in altre, invece, sarà necessario convocare il gastroenterologo per una terapia più aggressiva per sottoporsi, eventualmente, a esami biochimici o strumentali per un maggiore approfondimento.

Terapia farmacologica

Antispastici, probiotici, agenti formanti massa, antinfiammatori, antidepressivi, integratori di fibre, lassativi: la lista è lunga ma non uguale per tutti i casi. Si segnala tra gli integratori alimentari consigliati, ad esempio, il magnesio, che agisce sia sul cervello che sull’intestino, dotato di proprietà antistress utili allo scopo curativo. Gli antispastici sono prescritti perché diminuiscono il dolore all’addome e controllano gli spasmi muscolari del colon. Nell’elenco figurano anche gli antidepressivi perché agiscono sulla motilità intestinale, ovvero sulla sua capacità involontaria di muoversi, oltre che sull’umore.

Terapia in tavola

Regola d’oro è osservarsi per conoscere le reazioni dell’organismo di fronte a certi alimenti e prenderne nota per escluderli o reintegrarli nella propria dieta. Da non sottovalutare è la regolarità dei pasti ed evitare di alimentarsi in fretta. Per quanto riguarda la dieta, si consiglia di perseguirne una ricca di fibre e sostanze come la crusca, che ha proprietà di idroritenzione e aumenta l’escrezione di batteri attraverso le feci. Generalmente, i cibi da evitare, il più delle volte responsabili del malessere, sono: legumi, insalate, latticini freschi, frutta fresca, ortaggi, pasta, bevande gassate, alcolici, cibi ricchi di sale o speziati. Una buona idratazione con acqua naturale, soprattutto se si ha la diarrea, è ottima abitudine. In ogni caso, il passo imprescindibile è che il paziente sia informato dal medico delle caratteristiche della sua patologia, che essendo cronica, può assopirsi ma poi riacutizzarsi in concomitanza con particolari momenti della vita apportatori di stress.

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One Response to La terapia della sindrome dell’intestino irritabile

  1. 18 novembre 2016 at 16:46 #

    L’alimentazione è fondamentale per vivere bene.

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