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Sclerosi Multipla – Quando diventa un problema camminare

Sclerosi Multipla – Quando diventa un problema camminare.

Non esiste un tempo prestabilito entro il quale si manifestano problemi di deambulazione.

Tutto dipende dalle aree danneggiate e dalla determinazione del paziente.

Tra quanto tempo avrò problemi nel camminare?

Questa è la domanda, pienamente legittima, che tutti i soggetti colpiti da sclerosi multipla rivolgono al proprio neurologo.La risposta non esiste.

Benché si possano prendere in considerazione elementi come gli anni trascorsi a partire dall’inizio della malattia, ci sono troppe variabili che impediscono di dare una risposta esaustiva e attendibile.

Ogni caso è diverso dall’altro, inoltre il raggio di azione della malattia, che non si concentra in un’unica zona, ma sulla totalità dell’organismo, aumenta ancor di più le combinazioni di previsione, rendendole al limite del fortunoso.

Una risposta pertinente è affermare che un interessamento della zona midollare innalza sicuramente le probabilità di manifestazione di difficoltà deambulatorie.

 

atassia

Alterazioni motorie e sclerosi multipla

La sclerosi multipla è una malattia demielinizzante, ciò vuol dire che è una malattia che attacca la mielina che avvolge i nervi del nostro organismo riducendone la quantità e di conseguenza diminuendo la capacità e la velocità di comunicazione delle vie nervose.
Gli impulsi inviati dalla corteccia cerebrale, che regola i movimenti, avranno più difficoltà ad arrivare velocemente al midollo se questo è stato attaccato dalla sclerosi multipla.
Cosa accade a questo punto? Il decorso della malattia può generare delle alterazioni motorie principalmente riassumibili in tre tipologie:

Atassia
Disturbo caratterizzato dalla mancata coordinazione muscolare che rende difficoltoso lo svolgimento di alcuni movimenti volontari. Durante la fase evolutiva della malattia i sintomi interessano arti superiori e inferiori. In fase degenerativa anche i muscoli respiratori e deglutitori, portando a gravi epiloghi.

Spasticità
Aumento anomalo del tono muscolare
che cresce quanto più s’intensifica il movimento effettuato. È caratterizzata dalla bassa soglia di reclutamento muscolare durante il compimento di un movimento, ciò vuol dire che anche per un movimento minimo, vengono chiamate in causa tutte le unità motorie.

Paresi
Riduzione del tono e della forza di contrazione dei muscoli.
La si può definire una paralisi incompleta, in quanto consiste in una perdita parziale della motilità muscolare.

Queste alterazioni motorie incidono a loro volta sia sulla postura del malcapitato e sia sul movimento.

La sclerosi multipla infatti è ravvisabile anche osservando il soggetto da fermo, in quanto la postura di un uomo, che può apparire una condizione di stasi durante la quale nessun muscolo e centro nervoso è interpellato, è sorretta da un insieme di impulsi e correlazioni nervose e muscolari che se malfunzionanti si ripercuotono sulla postura.

Le conseguenze delle alterazioni motorie sono ancor più ravvisabili durante il movimento, i gesti anomali diventano più visibili ed è a causa di questa platealità che subentra nel soggetto una componente psicologica che porta alla cosiddetta “Sindrome della paura di cadere”, dovuta al sentirsi impacciati nel camminare in pubblico con conseguente aumento di ansia e agitazione.

Come analizzare i movimenti in un caso di sclerosi multipla.

È indispensabile una corretta valutazione clinica e strumentale che individui la più adeguata strategia terapeutica da adottare.

La terapia non deve solo garantire una corretta sequenza di movimenti, ma anche sostenere gli arti durante il movimento affinché si possa ottenere un passo simmetrico e acquisire maggiore resistenza muscolare.

A ciò deve essere unita in seconda battuta, dopo ulteriori esami, una valutazione che determini la cura farmacologica, l’implementazione di ortesi ed eventuali interventi chirurgici.

Queste azioni riabilitative e fisioterapiche necessitano di grande forza di volontà e capacità di reazione; ecco perché non esiste una risposta univoca alla domanda iniziale: ogni individuo ha un percorso diverso.

La sclerosi multipla, per quanto sia inesorabile nella sua attività di lesione, per fortuna può essere ridimensionata attraverso un atteggiamento positivo unito a un’attività motoria mirata e costante.

Guarda il video: Mediamente, dopo quanto tempo dalla comparsa della malattia, comincerò ad avere problemi nel camminare?sclerosi multipla aspettative di vita


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