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Sclerosi multipla e disturbi cognitivi. Le difficoltà di azione e di pensiero.

Sclerosi multipla e disturbi cognitivi. Le difficoltà di azione e di pensiero.

I problemi si manifestano nella vita quotidiana e comportano senso di impotenza e stanchezza. La diagnosi dei deficit aiuta la terapia.

Tra le conseguenze della sclerosi multipla, sicuramente i disturbi cognitivi fanno parte di quella sfera di disabilità che influiscono quotidianamente nella vita del paziente. L’incapacità di guidare i propri movimenti e i propri pensieri dilaga in un senso di impotenza che mina autostima e rapporti sociali, mettendo in discussione ogni aspetto della vita. L’impatto psicologico è forte ma allo stesso tempo lento, i disturbi cognitivi s’insinuano pian piano nelle giornate, aumentando in modo sensibile e progressivo le difficoltà legate allo svolgimento di azioni ordinarie. Le difficoltà si acuiscono se i disturbi non vengono riconosciuti come tali, dal posto di lavoro alle mura domestiche, sfociando in incomprensioni dovute al perenne stato di spossatezza e stress trasmesso dal paziente affetto.

 

amnesia

I deficit cognitivi più frequenti

I problemi possono manifestarsi in ogni ambito e in modi diversi da paziente a paziente, ma in linea generale si possono racchiudere in:

Mancanza di attenzione
Mantenere l’attenzione per lungo tempo diventa impossibile, l’incapacità di portare a termine un compito intrapreso come una lettura impegnativa o l’apprendimento di una nuova competenza, si trasforma in stanchezza dovuta dallo sforzo anomalo prodotto.

Lento processamento delle informazioni
Si tratta forse del problema principale che scatena poi tutti gli altri deficit. Le informazioni acquisite vengono elaborate con più lentezza, questo causa maggiori difficoltà di apprendimento e il dispendio di tempo ed energie.

Perdita graduale della memoria a lungo termine
Nei casi di sclerosi multipla le amnesie sono avvenimenti molto frequenti, spesso si manifestano solo in maniera temporanea, come dimenticare il nome di un luogo o di un oggetto, col tempo però le cose possono peggiorare e subentrare lacune importanti.
Altri segnali inequivocabili sono il bisogno di dover leggere più volte un concetto al fine di memorizzarlo o richiedere a un interlocutore un pensiero ascoltato poco prima e non assimilato.

Difficoltà nelle funzioni esecutive e percettive
Le azioni che richiedono sveltezza mentale e lucidità, come ad esempio formulare pensieri astratti, pianificare e organizzare, diventano complicate e fonte di insofferenza. Anche il lavoro più semplice diventa un incubo: capita ad esempio di dimenticare dove è stato spostato un oggetto e non ritrovarlo più o di voler esprimere un concetto senza però riuscire a mettere in ordine le idee, pur sapendo esattamente ciò che si vuole dire.

A pagarne le spese è anche la percezione degli stimoli, il cervello non reagisce come dovrebbe a input emozionali o visivi, abbassando drasticamente la vitalità e la partecipazione attiva del paziente.

Ripercussioni psicologiche

I disturbi cognitivi dovuti alla malattia si possono riscontrare in diverse fasi, molto spesso si presentano durante il processo infiammatorio, ma più in generale si manifestano durante i periodi in cui il paziente è più stanco, stressato o in ricaduta.

Tutto ciò influisce pesantemente sull’umore, si vive il disturbo cognitivo come una sconfitta personale e una limitazione che ostacola tutte le attività, portando all’autoesclusione dai rapporti sociali o all’abbandono di hobby e passioni di lunga data.

Il rischio che tutto ciò sfoci in depressione è molto alto, motivo per cui è sempre più importante in fase di diagnosi non solo concentrarsi sui sintomi vescicali e di deambulazione che caratterizzano la malattia, ma anche sui disturbi cognitivi, che per quanto siano più sfuggenti e meno evidenti al primo sguardo, possono risultare decisivi durante la terapia: un soggetto che riesce a camminare meglio ma non riesce comunque a concentrarsi come un tempo sul proprio lavoro, si sentirà allo stesso modo insoddisfatto.

Da questo si evince che quando si parla di terapia per la sclerosi multipla, non si tratta solo di corpo, ma anche di mente.

Guarda il video: 

Mi capita a volte di non ricordare alcune cose.

Posso fare qualcosa per migliorare i disturbi della memoria?


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