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Reflusso gastro-esofageo le possibili complicanze

Reflusso sintomi e complicanze

Non solo soffrire di reflusso gastro-esofageo costringe a una qualità di vita ribassata rispetto al normale, ma espone non di rado al rischio di complicanze, che rendono questa patologia ancora più difficile da gestire e controllare per evitare che abbia esiti nefasti.
Le complicanze si riconducono perlopiù sotto il nome di esofagite e di esofago di Barrett.

Esofagite

Si manifesta con bruciore e dolore al torace, rigurgiti acidi nelle ore notturne, alitosi e difficoltà di deglutizione: è l’infiammazione dell’esofago provocata dalla risalita dei succhi acidi provenienti dallo stomaco. La sua gravità può essere definita in base a diversi studi, dei quali il più importante è la classificazione di Los Angeles, secondo la quale una esofagite di grado D, quello massimo, riscontra la presenza di lesioni estese di oltre il 50% della circonferenza esofagea. L’esofagite può evolversi in ulcere e nella stenosi, che consiste in un restringimento del diametro dell’esofago a causa di tessuto cicatriziale che può causare difficoltà di deglutizione e aumentare il rischio di soffocamento. La diagnosi viene effettuata con la gastroscopia, la pH-metria, la manometria gastroesofagea e la radiografia dello stomaco. Non esiste un protocollo valido in tutti i casi da seguire pedissequamente, ma sarà il gastroenterologo a creare la terapia personalizzata per il paziente.

Esofago di Barrett

Quando si riscontra la sostituzione dell’epitelio squamoso esofageo con cellule che abbiano caratteristiche più simili a quelle dell’intestino, si parla di esofago di Barrett, che si può definire come una sorta di difesa da parte dell’esofago che si ricopre con una mucosa resistente all’acido. Pertanto la diagnosi si avvale non solo di un esame endoscopico ma necessita anche della conferma istologica. Nel 2-5% dei casi tale complicanza può indurre al tumore esofageo, per cui è una condizione patologica da non sottovalutare.
Per queste complicanze, non facilmente gestibili e che possono avere esiti molto più negativi, i pazienti affetti da molto tempo da reflusso gastroesofageo dovrebbero eseguire almeno una volta l’anno una gastroscopia per valutare la severità dell’infiammazione e riscontrare le eventuali complicanze innescate. Anche in questo caso, lo specialista provvederà a indicare una terapia che armonizzi un corretto stile di vita con un approccio farmacologico mirato e personalizzato.

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