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Quando aver paura della febbre. Consigli e fobie

Quando aver paura della febbre. Consigli e fobie.

È da considerarsi febbre solo dai 37,5 °C in su. Mai chiamare il pediatra il primo giorno di febbre ed evitare di richiedere sistematicamente cure farmacologiche.

La febbre non è una malattia, ma un sintomo, una risposta dell’organismo alle infezioni, che innalzando la temperatura corporea, rende inospitale l’ambiente per virus e batteri.
Nei bambini, soprattutto durante i primi anni di vita, la febbre è molto comune e può presentarsi più volte durante l’anno, concentrandosi nei mesi freddi. I disturbi che possono causare la febbre nei primi anni di vita sono numerosi e comprendono faringiti, tonsilliti, otiti, tracheiti, ma anche banali raffreddori o una qualunque altra infezione delle alte vie respiratorie, oppure malattie esantematiche come morbillo, varicella, rosolia o parotite.
Gli ultimi aggiornamenti dell’Oms sul tema affermano che la temperatura corporea di un essere umano può ritenersi normale fino ai 37,5 °C. Se la temperatura sale, bisogna intervenire, ma senza particolari ansie: se il bambino non è affetto da specifiche malattie, può tranquillamente affrontare la febbre e superarla nei giorni dovuti.
Per quale motivo allora i genitori sono sempre in ansia per la febbre dei loro figli? Perché è uno dei motivi più ricorrenti per cui viene chiesta una visita pediatrica?

meningite

Fever phobia

Uno studio effettuato in Canada e pubblicato nel 2012 sulla rivista “Pediatrics” ha rilevato che nel 21% dei casi intervistati, il genitore ha la necessità di misurare la febbre del proprio figlio ogni 30-60 minuti, mentre oltre il 90% dei genitori richiede sistematicamente un trattamento farmacologico.
A questi comportamenti si aggiungono lo svegliare il bambino in piena notte per somministrargli antipiretici e i pressanti interrogativi sulle cause dell’innalzamento della temperatura rivolti a pediatri e operatori medici.
Questi dati confermano un’ansia genitoriale generale fuori dal normale e scientificamente irrazionale, motivo per cui le è stato dato il nome di fever phobia.

Fever phobia

Fever phobia

 

Quando la febbre diventa pericolosa

L’ansia dei genitori non è del tutto ingiustificata, in quanto alcuni casi di febbre nel bambino possono sfociare o rivelare problemi anche molto gravi. Vero anche che questi contesti si manifestano raramente e non possono essere motivo di campanello d’allarme ogni qual volta si presenta una normale febbre.
Ecco i sintomi più pericolosi:

Possibile meningite e/o sepsi meningococcica
– lattante (da 0 a 12 mesi): pianto continuo ininterrotto, fontanella cranica gonfia e pulsante, difficoltà nell’alimentazione, apnee;
– bambino, adolescente o giovane: forte mal di testa, abbattimento, rigidità del collo;
– a ogni età: macchie violacee diffuse sulla cute che non sbiadiscono alla digitopressione per 3-4 secondi.

Continua sonnolenza e rifiuto del cibo
Anche dopo la diminuzione della febbre con l’assunzione di un comune antifebbrile.

Persistenza di vomito o diarrea con segni di disidratazione
Lingua e labbra secche e screpolate, pelle secca, minzione sporadica, pianto senza lacrime.

Insolite alterazioni del colorito e della pelle
Colore pallido, cianotico oppure grigiastro; chiazze violacee o puntini rossi che non diventano bianchi quando schiacciati con le dita (segni di sepsi meningococcica).

Dolore addominale fisso e costante
La costanza del dolore denota l’assenza di colica, di solito il dolore è accompagnato da chiusura dell’alvo a feci e gas e/o vomito biliare giallo-verdastro.

Respirazione difficoltosa
Strani infossamenti alla base del collo o alle coste, le narici sembrano gonfiarsi e sgonfiarsi, oppure respiro troppo veloce.

Comparsa di convulsioni per la prima volta
Il primo episodio va valutato dal medico, nelle volte successive, dopo aver asserito che si tratta di convulsioni febbrili, non c’è motivo di preoccuparsi.

Zoppia
Un’improvvisa zoppia in corso di febbre deve sempre accendere un campanello d’allarme, in molti casi può trattarsi della banale coxalgia benigna; ma è bene accertarsi che non si tratti di osteomielite, artrite settica o leucemia.

Età a rischio
– tra 0-1 mese di vita (neonato) febbre di qualsiasi livello necessita di pronta valutazione pediatrica;
– tra 1-3 mesi febbre superiore a 38°C necessita sempre di pronta valutazione pediatrica.

Andamento della febbre
– febbre che sale ripetutamente oltre i 40°C va prontamente valutata dal pediatra, qualunque sia l’età;
– febbre che supera i 38,5°C e non scende con paracetamolo (tachipirina) o ibuprofene;
– febbre che duri più di 5 giorni;
– febbre che non passa dopo 48 ore di antibiotico prescritto dal pediatra.

Se non si presenta nessuno di questi casi, il genitore può star sereno e monitorare lo stato febbrile per 48-72 ore, dopodiché è bene che contatti il proprio pediatra. Chiamarlo il primo giorno di febbre non ha senso, in quanto il medico non sarà in grado di rilevare elementi utili al fine di stilare una diagnosi precisa.

Guarda il video: Quando aver paura della febbre

quando avere paura delle febbre dott marranzini

 


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