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Psicologia e malattie gastrointestinali. Casi e correlazioni.

Psicologia e malattie gastrointestinali. Casi e correlazioni.

Come i disturbi psicologici sono legati alle malattie gastrointestinali.

Da sempre i modi di dire mettono insieme i pensieri con la pancia, ad esempio di una persona che sta vivendo una situazione scomoda si dice che ha “il mal di pancia”, oppure è solito dire “decisione di pancia” quando si prende una scelta che segue l’istinto.
Questi detti non sono solo tali, ma hanno un’origine di natura scientifica. Quando viviamo stati d’ansia o di stress, a farne le spese è spesso il tratto gastroenterico, è come se la fatica dei pensieri pesanti, piombi dal cervello alla pancia, generando dei disturbi.
Da uno studio pubblicato sulla rivista Gastroenterology, è emerso che su un campione di 108 pazienti affetti dal morbo di Crohn, nel 45% di questi è stato riscontrato una personalità di tipo D, e cioè propensa allo stress psicologico, mentre nei soggetti con rettocolite ulcerosa questo genere di personalità si è riscontrato nel 38% dei casi.
Le due malattie infiammatorie intestinali appaiono quindi fortemente legate a fattori psicologici, il che dimostra come ormai il gastroenterologo debba mettere in conto, in seguito a ogni analisi, la possibilità di dover ricorrere a un supporto psicologico per curare al meglio la patologia diagnosticata.

 

Rapporto bidirezionale

È stato provato come una malattia gastrointestinale possa generare dei disturbi dell’umore, ma non è ancora chiaro se i disturbi dell’umore possano provocare l’avanzamento e il peggioramento di una malattia gastrointestinale.

Sindrome del colon irritabile e ansia

L’ansia è un disturbo psicologico molto comune, capace di influenzare moltissimo la vita di chi ne è colpito. Una correlazione interessante e sempre più sotto la lente d’ingrandimento è quella tra ansia e sindrome del colon irritabile.
Questa sindrome è caratterizzata da sintomi come:
– intenso dolore addominale
– gonfiore
– fastidi gastrointestinali
– diarrea alternata a periodi stitichezza
– presenza di muco nelle feci
– sensazione di incompleto svuotamento anche dopo la defecazione.

Qual è l’anello di giunzione tra i due disturbi? Non è del tutto chiaro, ma è giusto porre l’attenzione sulla gran quantità di terminazione nervose che compongono il colon, che lo mettono quindi in stretto contatto con il cervello.
Altro aspetto rilevante è il basso livello di serotonina, il neurotrasmettitore del buonumore e del benessere, riscontrato nei paziente affetti da colon irritabile.
In ultima battuta, è bene concentrarsi anche sul fattore muscolare, è infatti tipico dei soggetti ansiosi o stressati soffrire di tensione muscolare, che causa l’accelerazione o il rallentamento del tratto intestinale.

Approcci psicoterapeutici e malattie gastrointestinali

Per curare i problemi gastrointestinali elencati è consigliato un duplice approccio: farmacologico e psicologico. Il più grande errore è ignorare a priori una delle due strade.
Nel caso specifico della psicoterapia, è compito del terapeuta quello di fornire delle tecniche comportamentali e cognitive finalizzate a gestire l’ansia e i pensieri irrazionali legati alla malattia.  Si tratta di una metodologia psicoeducazionale, che consente al paziente di relazionarsi efficacemente con le proprie emozioni anche nelle fasi più acute della malattia.
Questo fa sì che il paziente riesca a percepire un senso di controllo, reagendo positivamente ai sintomi fisici e abbandonando gli stati d’animo di mestizia e sconforto che spesso accompagnano questa condizione, migliorando quindi gli stati di ansia e depressione.

Guarda il video: I fattori psicologici incidono sulle malattie gastrointestinali?


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