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Come migliorare il pH con i cibi acidificanti e alcalinizzanti

Come migliorare il pH con i cibi acidificanti e alcalinizzanti

Il pH è una spia da non sottovalutare per conoscere lo stato di salute generale del proprio organismo. Se il suo valore è compreso tra 0 e 7,06 significa che è acido, e che quindi si è più esposti all’insorgere di malattie. Gli acidi in eccesso, infatti, possono dare il via a un’azione aggressiva e abrasiva, perché l’acidità penetra all’interno delle cellule alterandone il pH, presupposto per le malattie da degenerazione cellulare.

Alimentazione, alleata e nemica del pH: alla scoperta dei cibi acidificanti

Oltre all’ereditarietà, una responsabile preponderante dell’acidità del pH è l’alimentazione. I cibi, infatti, si classificano in acidificanti e alcalinizzanti in base all’analisi delle ceneri residue rimaste dopo la digestione, che sono composte da minerali acidi o minerali basici.
Tra gli acidificanti rientrano: carne (pollo, tacchino, maiale, manzo, agnello), salmone, merluzzo, uova, latticini e derivati (unica eccezione lo yogurt fresco e magro), zucchero bianco, farine raffinate, e tutti quei cibi che contengono zucchero e lievito, cotti al microonde o trattati.
Non si sottrae a questo elenco neanche la cioccolata. Occhio anche ai cereali: farro, grano, orzo, avena, riso, segale mais e loro derivati concorrono all’acidificazione del pH. Anche le cattive abitudini, come il fumo o il consumo di bevande alcoliche, bibite zuccherate o gassate sono complici dell’alterazione del pH, insieme a un uso eccessivo di acqua frizzante, all’assunzione di farmaci e alla vita sedentaria.

Cibi alcalini: quali sono?

I cibi alcalini sono così chiamati perché contengono minerali alcalini e, quindi, sodio, potassio, calcio, magnesio. Fanno parte di questa classe la frutta, gli ortaggi, gli spinaci, il sedano, le carote, i fichi secchi, la lattuga, i funghi e soprattutto l’uva che si trova nelle diete disintossicanti utili a depurare l’organismo. Da non sottovalutare anche il benefico apporto, in tal senso, di zenzero, peperoncino, salvia, rosmarino, cumino, miglio. Attenzione, però! Cibi a prima vista acidi, come limoni e pompelmi, attraverso un determinato processo, che nei soggetti stressati o con difficoltà digestive può non verificarsi, vengono trasformati in carboidrati alcalini utili all’organismo.

Quale dieta seguire?

Bisogna eliminare i cibi acidificanti? Assolutamente no! Una dieta corretta dovrà equilibrare questi alimenti, portando in tavola più cibi alcalini se ci si rende conto di assumere in prevalenza cibi acidificanti. Poiché siamo i primi responsabili della nostra salute, bisognerà promuovere l’alcalinizzazione dei tessuti attraverso il giusto connubio tra gli alimenti, preferendo quelli alcalini, che hanno la capacità di neutralizzare l’acidità dei tessuti, evitando così ipertensione, diabete, osteoporosi, malattie cardiovascolari e patologie infiammatorie croniche.


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