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Le cinque fasi del sonno. Descrizione dei diversi stadi.

Le cinque fasi del sonno. Descrizione dei diversi stadi.

Dalla fase NREM dove corpo e mente di acquietano, alla fase REM, il mondo dei sogni. Ma attenzione ai risvegli.

Addormentarsi è un’azione all’apparenza molto semplice, ma che nasconde un processo complesso e affascinante, oggetto di continui studi che nel corso degli anni hanno fatto emergere spunti interessanti e nuove certezze. Le ore di sonno non sono tutte uguali, ma si svolgono secondo una precisa ciclicità, che se rispettata nella modalità e nella durata (diversa per ogni fascia d’età), ci permette di risvegliarci con le batterie completamente ricaricate.
In che senso rispettare? Non decidiamo certo noi questa ciclicità, ma siamo in grado di interromperla attraverso la mancata cura dell’ambiente adibito per la notte. Per godersi un sonno ristoratore è consigliabile non avere fonti di luce in camera; chiudere le finestre per evitare di sottoporsi a disturbi acustici notturni, soprattutto per chi vive in piena città; ridurre l’esposizione alla luce blu durante la sera e nelle ore prime di andare a letto (pc, tablet, cellulari). Tutto questo potrebbe ritardare l’addormentamento o provocare risvegli durante delle fasi del sonno in cui aprire gli occhi potrebbe condizionare il riposo e l’intera giornata successiva.

 

Le fasi del sonno

Le fasi del sonno sono cinque e sono a loro volta incluse in due macro fasi differenti: fase NON REM (o NREM) e fase REM. La fase NREM racchiude quattro di cinque fasi, cioè quelle che vanno dall’addormentamento all’ultimo stadio che è di preparazione al passaggio nella fase REM.

Stadio 1
La prima fase è caratterizzata dall’addormentamento e dai primordi del sonno, dura di solito non più di 15 minuti nel corso dei quali avviene il rallentamento del movimento oculare, il rilassamento graduale della muscolatura, il leggero abbassamento della temperatura corporea, il rallentamento del respiro che diviene più profondo.

Stadio 2
Non è più presente alcun segno di coscienza, si è completamente addormentati, la temperatura corporea scende ulteriormente, il corpo si rilassa sempre più e il movimento oculare è assente.

Stadio 3
È uno stadio di transizione che non fa che consolidare lo stadio precedente. Il sonno diviene più profondo e il corpo è quasi del tutto rilassato.

Stadio 4
La temperatura corporea scende ulteriormente, il battito cardiaco è rallentato e rilassato, il respiro profondo e gli occhi si muovono lentamente da destra verso sinistra e dall’alto verso il basso. La muscolatura è quasi del tutto rilassata.

Questo è lo stadio del sonno più profondo, ancora non si sogna perché la mente è totalmente inconscia.

Fase REM

L’acronimo deriva da Rapid Eye Movement (movimento rapido degli occhi), durante questa fase la mente non è più inconscia, come nello stadio 4, l’attività cerebrale diventa altissima e grazie alla “liberazione” del subconscio attivo è possibile sognare. Allo stesso momento la muscolatura volontaria è bloccata, quasi paralizzata, al fine di evitare movimenti bruschi durante i sogni più concitati. Il ritmo cardiaco diventa irregolare, alternando battiti più lenti a battiti più rapidi, il respiro si velocizza.

Il ciclo del sonno

In una notte le cinque fasi si ripetono dalle quattro alle cinque volte e un solo ciclo dura circa 90 minuti. Terminata la fase REM si ripercorrono gli stadi al contrario, dal 4 al 2, per poi ricominciare a scendere e tornare nuovamente in fase REM.
Durante i primi stadi potrebbero avvenire dei microrisvegli, in quanto il sonno è più leggero. Se i risvegli sono occasionali, non c’è nessuna conseguenza. Diverso è se il risveglio avviene in fase REM, causato magari da un forte rumore o dall’improvvisa immissione di luce nella stanza: la sensazione che si prova è di intontimento e disorientamento. Un risveglio in fase REM condiziona anche le ore di veglia successive, causando nervosismo e spossatezza.
Un cattivo sonno per più notti di fila, con probabile assenza della fase REM o risvegli durante la stessa, possono portare in breve tempo a disturbi psichici. Ciò conferma che il sonno è un’azione molto importante, capace di regolare gli aspetti più impensabili della nostra vita, per questo è fondamentale avere una vera e propria “cultura del sonno” e non lasciare niente al caso. La giornata successiva non inizia quando suona la sveglia, ma nel momento in cui si poggia la testa sul cuscino.

Guarda il video: Quali sono le fasi del sonno?

cosa è il sonno

 


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