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Ipospadia: intervento chirurgico e decorso post operatorio

Ipospadia: intervento chirurgico e decorso post operatorio

Tra gli specialisti è diventata pratica consolidata quella di intervenire con la chirurgia su ogni tipo di ipospadia entro il secondo anno di vita e in un unico momento operatorio. Questa patologia, che riguarda lo sviluppo insufficiente dell’uretra nel pene, tale che non ne raggiunge la punta, dev’essere affrontata chirurgicamente, anche se di lieve entità, per non compromettere vari aspetti della vita non sottovalutabili. Infatti, da un punto di vista funzionale, l’ipospadia non consente di urinare in piedi e, se il meato è ristretto, può esserci anche la difficoltà ad urinare. Sotto l’aspetto sessuale, la curvatura del pene non permetterà la penetrazione in vagina e, nelle forme più gravi, impedisce la eiaculazione e la fecondazione. Ultima, ma non meno importante, è una motivazione estetica: se il pene affetto da ipospadia non è corretto immediatamente, può avere un forte impatto sulla sfera psicologica del ragazzo e poi dell’adulto.

Finalità dell’intervento

L’intervento chirurgico consiste nel correggere l’incurvamento dell’asta del pene che comporta atteggiamenti viziati; intende ricostruire il tratto uretrale mancante, curandone l’aspetto estetico. L’ideale sarebbe sottoporre i bambini all’intervento entro i primi 18 mesi di vita o al massimo al quinto o al sesto anno, periodi in cui il trauma non lascia un ricordo preciso. Anche per questo, il bambino viene dimesso il giorno dopo l’intervento, pur mantenendo il catetere per 6-10 giorni o gocciolante nel pannolino se il bambino è piccolo, o in un raccoglitore se più grande, per permettere all’urina di fuoriuscire senza attraversare il tratto appena ricostruito. La ferita sarà immobilizzata e coperta per un breve periodo. Le piccole perdite di sangue o di urina sono del tutto normali soprattutto in fase di defecazione. Rimuovendo la medicazione, il pene può gonfiarsi o sanguinare, ma non si tratta di infezione, che invece ha tra i suoi sintomi l’arrossamento cutaneo, pus e febbre. Nel periodo post-operatorio non bisogna comprimere la parta interessata, e perciò sarà necessario evitare l’uso della bicicletta. Il processo di cicatrizzazione e consolidamento delle strutture ricostruite si concluderà nell’arco di alcune settimane.

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