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I farmaci possono condizionare la performance sessuale

I farmaci possono condizionare la performance sessuale

Antipertensivi e antidepressivi incidono sulla disfunzione erettile nel 70% dei casi. La soluzione è dialogare col proprio medico.

La disfunzione erettile è il risultato di svariati problemi, alcuni intrinseci: quelli di tipo organico o psicologico, in quanto derivanti da determinate patologie, spesso cardiovascolari, o stati d’animo che sfociano in disturbi quali ansia e stress; altri estrinseci: e cioè derivanti dall’assunzione di particolari farmaci, spesso di uso comune, facenti parte della famiglia degli antipertensivi e antidepressivi.

farmaci SSRI

Antipertensivi e disfunzione erettile

Che attività circolatoria ed erezione del pene siano legati è cosa ormai consolidata. Ma quando la circolazione arteriosa non è al meglio e la pressione sanguigna è troppo alta, il rimedio più immediato è la somministrazione di farmaci antipertensivi.
Un buon medico, una volta diagnosticata l’ipertensione, dovrebbe tener conto non solo della cura del problema cardiocircolatorio, ma anche degli effetti collaterali, tra questi: la disfunzione erettile.
La personalizzazione della terapia è un aspetto molto importante, in quanto la cura prescritta accompagnerà il paziente per tutta la vita.
Le categorie di farmaci ipertensivi che possono causare la disfunzione erettile sono:

  • i farmaci ad azione centrale (Alfa-metildopa, Cloni- dina);
  • i diuretici tiazidici (clortalidone);
  • i betabloccanti (propranololo, atenololo, ecc).

C’è da sottolineare che i farmaci non sono mai la sola causa, ma accentuano problemi organici già presenti. Un soggetto con un livello di testosterone basso, ma in grado di avere comunque delle erezioni, con l’assunzione di farmaci antipertensivi avrà molta più probabilità di soffrire di disfunzione erettile rispetto a un soggetto con testosterone a livelli normali.

farmaci condizionano il rapporto sessuale

Antidepressivi e disfunzione erettile

La depressione è un disturbo molto diffuso in tutto il mondo, negli Stati Uniti sono stati diagnosticati più di 300 milioni di casi.
Uno dei metodi per combattere la depressione è l’utilizzo di psicofarmaci, i più comuni fanno parte del gruppo Ssri (paroxetina, dapoxetina, fluoxetina, ecc).
Anche in questo caso, tra gli effetti collaterali è compresa la sfera sessuale, solo che, a differenza degli antipertensivi, la gamma di sintomi è ben più allargata:

  • difficoltà ad avere e mantenere l’erezione,
  • assenza del desiderio,
  • perdita o diminuzione della risposta agli stimoli sessuali,
  • orgasmo ritardato e anorgasmia,
  • ridotta o nessuna sensazione di piacere durante l’orgasmo,
  • ridotta o assente sensibilità genitale.

Questi sintomi potrebbero persistere anche dopo l’interruzione della terapia farmacologica, in questo caso si parla di disfunzione erettile post-Ssri.
La disfunzione erettile post-Ssri è motivo di studi e dibattiti, finora non è stata data una risposta certa ai motivi di questo prolungamento sintomatico, così come non esistono delle cure specifiche, ma solo degli escamotage: ad esempio attraverso il Viagra è possibile ovviare alla disfunzione erettile, ma non viene risolta l’anorgasmia o la sensibilità genitale.

 

Conclusioni

Che si tratti di antipertensivi o antidepressivi, il consiglio è sempre quello di iniziare con il proprio medico curante un percorso di monitoraggio e capire quanto e come questi farmaci influiscono sulla vita sessuale, cosicché i dosaggi possano essere rivisti tenendo conto della malattia da curare e degli effetti collaterali conseguenti.
Interrompere la terapia senza il benestare del medico, anche per pochi giorni, non è un esperimento salutare, tantomeno responsabile.

Guarda il video: i farmaci possono condizionare la perfermonce sessuale

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