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Esistono farmaci per migliorare la prestazione sessuale?

Esistono farmaci per migliorare la prestazione sessuale?

Dagli albori della civiltà gli uomini hanno sempre creduto nei poteri naturali di alcune piante e alimenti per rinvigorire e migliorare l’energia sessuale. Gli antichi greci si affidavano al vino, mentre i romani cucinavano i testicoli di animali: dai loro culti deriva inoltre l’etimologia del termine afrodisiaco, legato alla dea dell’amore Afrodite, o Venere. Gli aztechi credevano nelle qualità stimolanti del cacao, mentre con la scoperta dell’America, all’alba dell’era moderna, gli europei si affidavano ai nuovi prodotti esotici coltivati al di là dell’Oceano, quali peperoncino e patate. L’avvento della medicina moderna e della farmacologia ha semplicemente codificato in surrogati chimici un bisogno di sicurezza che ha lontane origini, e che non si limita a risolvere reali patologie e disfunzioni.

Negli ultimi anni il protagonista di questa particolare campo è stato il Sildenafil: con il nome più comune di Viagra, la “pillola blu” ha segnato una nuova pagina nella storia umana della ricerca di migliori prestazioni sessuali. Non tutti forse sanno che originariamente il farmaco era stato sintetizzato per il trattamento dell’alta pressione e dell’angina pectoris: una volta accertati però gli effetti positivi sulla disfunzione erettile del pene, fu deciso di riposizionare il medicinale nel campo della sessuologia.

Ci sono certamente casi nei quali una terapia farmacologica può intervenire con risultati evidenti, regolando ad esempio l’afflusso di sangue e ossigeno al pene nei casi particolari di condizione post-operatoria successiva ad interventi sulla prostata, ma spesso la richiesta alla scienza di un aiuto per migliorare le prestazioni sessuali risiede in un più vago bisogno di affermazione personale senza riscontro in una situazione fisiologica oggettiva. L’assunzione di farmaci stimolanti in giovane età, quando non sia necessaria per una specifica condizione, se ripetuta nel tempo rischia di comportare più danni che risultati. È sempre consigliabile perciò evitare l’uso di farmaci senza un consulto o un controllo medico.

La diffusione di stimolanti e rimedi più o meno naturali per migliorare la prestazione sessuale, quando non rispondente alla statistiche di patologie e situazioni fisiologiche, sembra invece inserirsi in un quadro più complesso, dove le dinamiche psicologiche di gruppo scatenano il bisogno di conferme. Insicurezza, ansia da prestazione, senso di inadeguatezza: sono diversi gli inciampi ai quali può andare incontro l’individuo moderno bombardato, sui media tradizionali e sui social, da messaggi a volte destabilizzanti. In una società dove il successo si misura in senso quantitativo anche un’esperienza intima e complessa come quella sessuale rischia di cadere dentro categorie che non le appartengono: il mito del vincente e la ricerca ossessiva della perfezione nel corpo possono spingere donne e uomini a rivolgersi a medicine, prodotti di erboristeria, persino a fantomatici rimedi scovati nella rete di internet.

La risposta invece, il più delle volte, può venire proprio da noi stessi: se riusciamo ad ascoltare il nostro corpo, rispettandone l’equilibrio e assumendo uno stile di vita sano e regolare, potremo far lavorare in sinergia mente e fisico. In una cornice generale di salute psicofisica che allontani stress inutili, un regime di sonno regolare, accompagnato da una dieta che eviti gli eccessi, potrà offrire enorme giovamento al nostro benessere e ristabilire la serenità necessaria per vivere al meglio la propria intimità e la sfera sessuale.

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