blog



Cosa è la bradicardia. Sintomi e trattamenti.

Cosa è la bradicardia. Sintomi e trattamenti.

Vertigini e respiro corto sono spesso sintomi di un’attività cardiaca rallentata. Il pacemaker ridà ritmo al cuore e registra informazioni importanti.

Un cuore in salute non sbaglia un colpo, o meglio un battito. 60 battiti al minuto sono da ritenersi regolari, quando si va sotto i 50 battiti al minuto, allora si parla di bradicardia (o aritmia).
A queste frequenze il cuore non è in grado di pompare una quantità sufficiente di sangue ossigenato in circolo durante lo svolgimento di normali attività o uno sforzo fisico.
È una condizione normale solo per gli sportivi, per i quali i battiti possono scendere fino a 30 al minuto grazie alla regolare attività fisica che permette al cuore un naturale rallentamento in quanto questo, se allenato per più di un’ora al giorno, aumenta notevolmente le sue dimensioni.

Perché un cuore rallenta? È una questione elettrica.

Conoscere il funzionamento del sistema elettrico del cuore aiuta a capire le cause e le complicazioni cui si può andare incontro quando la frequenza del battito del cuore e la sua funzione di pompa presentano importanti alterazioni.

Il cuore ha un suo sistema elettrico interno, attraverso cui viaggiano gli impulsi per far contrarre le fibre muscolari. Il segnale elettrico nasce in un gruppo di cellule, denominato nodo seno-atriale, che si trova nell’atrio destro e determina la frequenza del battito cardiaco normale. Dal nodo seno-atriale il segnale elettrico si propaga al resto dell’atrio destro e al vicino atrio sinistro, entrambi gli atri si contraggono e pompano il sangue nei ventricoli. Dagli atri, il segnale elettrico passa ai ventricoli attraverso il nodo atrio-ventricolare, che si trova al confine tra atri e ventricoli. Il nodo atrio-ventricolare trasmette il segnale elettrico a un fascio di cellule specializzate chiamato fascio di His che, a loro volta, lo diffondono lungo due linee (rami): il ramo di sinistra per stimolare il ventricolo sinistro e il ramo di destra per stimolare il ventricolo destro. Quando l’impulso elettrico viaggia lungo questi rami, i ventricoli si contraggono e pompano il sangue: il ventricolo destro invia sangue povero di ossigeno ai polmoni, dove viene ossigenato, e il ventricolo sinistro invia sangue ricco di ossigeno a tutto il corpo.

Se qualcosa altera questo complesso sistema di trasmissione degli impulsi, può accadere che il cuore batta troppo velocemente, e in questo caso si parla di tachicardia, oppure troppo lentamente, dando origine alla bradicardia o con un ritmo irregolare (aritmia).

La bradicardia si verifica quando i segnali elettrici rallentano o sono bloccati. Spesso ha origine nel nodo seno-atriale a causa della generazione di impulsi rallentati o irregolari. In alcune persone le alterazioni degli impulsi del nodo seno-atriale possono comportare un alternarsi di frequenze cardiache lente e veloci (sindrome bradicardia-tachicardia).

Le cause della bradicardia

Le cause più frequenti di bradicardia includono:

– cardiopatia congenita
– determinate malattie e alcuni farmaci per il cuore
– il normale processo di invecchiamento
– la formazione di tessuto cicatriziale in conseguenza di un infarto del miocardio
– la malattia del nodo del seno
– un difetto nel funzionamento del “pacemaker naturale” del cuore
– un blocco cardiaco
– l’irregolarità o l’interruzione dell’impulso elettrico che viaggia tra le camere cardiache superiori e quelle inferiori

I sintomi e i fattori di rischio della bradicardia

I sintomi della bradicardia comprendono:
– vertigini
– dolore al petto
– mancamenti
– senso di stanchezza
– sensazione di “mancanza d’aria” e difficoltà respiratoria (dispnea)
– respiro corto
– facile affaticamento durante l’attività fisica.

I fattori di rischio sono:
– determinate cardiopatie
– particolari farmaci
– aver superato i 65 anni di età
– essere stati recentemente sottoposti a un intervento al cuore.

La diagnosi della bradicardia

La diagnosi parte sempre dalla storia clinica del paziente e della sua famiglia, in quanto precedenti eventi cardiaci o l’ereditarietà in questi casi giocano sempre un ruolo principale.
A discrezione del medico si può poi optare per esami più approfonditi come:
– Elettrocardiogramma (ECG)
– ECG sotto sforzo o esame sotto sforzo
– Monitoraggio Holter (ECG in continuo per 24-72 ore)
– Tilt test
– Studio elettrofisiologico (SEF).

La terapia per la bradicardia

La terapia per la bradicardia dipende dal tipo di problema che disturba la conduzione elettrica, dalla gravità dei sintomi e dalla causa che sta alla base. Spesso la bradicardia è legata a una patologia principale, se viene curata efficacemente questa, si interviene automaticamente anche sulla bradicardia.

Di solito le terapie possono essere farmacologiche oppure si ricorre a uno stimolatore cardiaco, il pacemaker, un generatore capace di inviare impulsi al cuore e registrare contemporaneamente dati utili al cardiologo per monitorare la situazione del paziente.

Solo nei casi più gravi si ricorre alla cura farmacologica d’urgenza che può avvenire in ospedale o ambulatorio.

Guarda il video: Cosa si intende per bradicardia?


Nessun commento ancora.

Lascia un commento