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COME CURARE L’HELICOBACTER PYLORI. LA TERAPIA QUADRUPLICE.

COME CURARE L’HELICOBACTER PYLORI. LA TERAPIA QUADRUPLICE.

Il batterio causa gastrite e ulcera. Sono curabili con un mix di farmaci e le probabilità di guarigione sono altissime.

L’Helicobacter pylori è un batterio che si annida nella mucosa della parete esofagea, questa posizione gli permette di sfuggire all’azione distruttiva dei succhi gastrici e in alcuni casi di proliferare: causando problemi come gastrite o ulcera, una ferita nella stessa mucosa dello stomaco o del duodeno, che comporta bruciori di stomaco e forti dolori, e in rari casi degenera in un tumore.
Tuttavia i casi di ulcera, e ancor di più di tumore, sono molto sporadici rispetto al numero di persone infettate dal batterio; si calcola infatti che quasi la metà della popolazione mondiale ha o ha avuto almeno una volta nel proprio stomaco o duodeno l’Helicobacter pylori. Moltissimi soggetti infettati sono portatori sani, non hanno alcun sintomo, ma possono trasmettere il batterio ad altri soggetti sani con molta facilità attraverso le vie oro-fecali.

ulcera peptica

La scoperta dell’Helicobacter pylori e la terapia triplice

Nel 1983 Robin Warren e Barry Marshall, due medici australiani, comunicarono di essere riusciti a coltivare un microrganismo spiraliforme da campioni bioptici di mucosa gastrica. La notizia destò scetticismo nella comunità scientifica.
Robin Warren, patologo, non si scoraggiò, e spinse la verifica della sua scoperta alle estreme conseguenze, ingerendo una coltura del microrganismo. I sintomi tipici della gastrite non tardarono ad arrivare, così Warren si sottopose a una cura combinata di antibiotici e farmaci, eradicando l’Helicobacter pylori e dimostrando che malattie come gastrite e ulcera hanno origini batteriche, e non psicosomatiche come si era creduto fino a quel momento.
Dopo la scoperta scientifica tutti i casi di gastrite sono stati curati con la terapia triplice, chiamata così in quanto adotta un mix di due farmaci (claritromicina e amoxicillina) e un antiacido inibitore per proteggere lo stomaco.
È una terapia rapida e in molti casi risolutiva, ma col passare del tempo è stata riscontrata una certa resistenza del batterio a questa prima battuta. Il motivo è da ricercare nella posizione in cui alberga l’Helicobacter pylori, decisamente nascosto e non sempre raggiungibile dagli antibiotici utilizzati.

Helicobacter pylori e la terapia quadruplice

La resistenza del batterio alla terapia triplice ha spinto i ricercatori a studiare una cura più efficace: la terapia quadruplice. Il principio è lo stesso della triplice, un cocktail di farmaci utile a stanare il microrganismo, ma anziché due, sono tre (tetraciclina, metronidazolo e bismuto), e tutti concentrati in una sola pillola, da assumere sempre con un antiacido inibitore.
La cura dura circa dieci giorni e la percentuale di successo della terapia si attesta tra l’80% e il 93%, ben superiore alle statistiche della terapia triplice che si fermano tra il 50% e il 70%.
Nel caso in cui neanche la terapia quadruplice sia in grado di eradicare il batterio, allora si passa a un terza battuta, e se necessario si esegue un esame colturale del liquido gastrico e quindi l’antibiogramma, un esame che stabilisce se un batterio è resistente a un determinato antibiotico e in cui vengono esaminati oltre alla resistenza, anche la sensibilità dello stesso.
Acquisiti i risultati di questo test, diventa molto più facile scegliere la cura adatta per il caso specifico. L’Helicobacter pyroli potrà essere così definitivamente eradicato.

 

 

Guarda il video: La cura dell’infezione da Helicobacter pylori

helicobacter pylori dott frunzio


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