blog



Attacco di panico sintomi del disturbo di panico

Attacco di panico sintomi del disturbo di panico

Come il dio Pan, da cui “panico”, appariva improvvisamente suscitando terrore nei malcapitati per poi scomparire in fretta, così l’attacco di panico si caratterizza per un’intensa apprensione o paura senza una ragione apparente, l’improvviso sopraggiungere e la breve durata.
Le cause del suo insorgere sono dovute allo stress, alla predisposizione genetica, a problemi relazionali, personali, legati alla sfera affettiva e professionale e alla compenetrazione di tutti questi fattori in un dato momento.

I sintomi del disturbo

Chi sia in preda ad un attacco di panico può avvertire una sensazione di soffocamento, groppo in gola, una difficoltà respiratoria, accelerazione cardiaca, dolori al petto, mal di testa, forte debolezza, vertigini, rossore o brividi, confusione mentale tale da far percepire lontano il mondo esterno o di sentirsi distaccati da tutto il resto. Durante l’attacco di panico la persona colpita è invasa da pensieri incontrollati e catastrofici che acuiscono il disturbo accrescendo la paura di poterne morire e di essere di fronte a un pericolo letale. Infatti, si pensa di essere colpiti da un attacco cardiaco in particolare.

sintomi del disturbo di panico Il paziente come parte attiva nella cura

Queste reazioni di ansia possono non ripresentarsi se si riduce lo stress e le condizioni che lo determinano e se il clima domestico e professionale si predispone a offrire maggiore serenità. Tuttavia, la stessa paura che il male si ripresenti può provocare attacchi ripetuti, classificati come “disturbo di panico”.
La radice di questo male non riguarda la disfunzione di un organo o fattori corporei in generale, ma affonda le sue radici nella psiche dell’uomo. Pertanto, la cura consigliata prevede la psicoterapia, soprattutto di tipo cognitivo-comportamentale, a cadenza settimanale, in cui al paziente è richiesto d’essere parte attiva nel processo di guarigione che dipende solo da lui.

Attacco di panico i Farmaci

La cura farmacologica, inefficace da sola e da molti specialisti sconsigliata, si basa su benzodiazepine e antidepressivi. I farmaci in questione apportano benefici temporanei, non risolutivi, e causano purtroppo dipendenza senza possibilità di miglioramento se non è condotta parallelamente una terapia cognitivo-comportamentale.
L’intervento dello specialista deve essere rapido perché si tratta di un malessere invalidante che non di rado sfocia nell’isolamento sociale e nella depressione.

Vuoi sapere di più? Guarda il videocorso gratuito su Buongiornodottore.it


Nessun commento ancora.

Lascia un commento